“IL GATTOPARDO”, 1958 – Giuseppe Tomasi di Lampedusa


Il Gattopardo è considerato un romanzo storico, in quanto la vicenda narra lo sbarco di Garibaldi in Sicilia che porterà all’annessione dell’isola al regno piemontese dei Savoia. Tra vicende interiori, intrighi politici e preoccupazioni prettamente isolane, si scorgono nella lettura diversi dettagli e motivazioni che dipingono in maniera fedele la situazione storica-sociale dell’isola a quel tempo. «Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui noi abbiamo dato il la…, da duemilacinquecento anni siamo colonia». Ciò a testimoniare il fatto che la Sicilia è da sempre stata terra di conquista, e anche in quel caso, i piemontesi, seppure armati di buone intenzioni, non sono che gli ennesimi stranieri che si  propongono al governo dell’isola.Tomasi descrive anche come geograficamente l’isola in sé ha cresciuto a propria immagine e somiglianza il popolo siciliano sottolineando come “l’ambiente, il clima e il paesaggio siciliano sono le forze che insieme e forse più che le denominazioni estranee e gli incongrui stupri hanno formato l’animo dei siciliani: [..] questo paese che a poche miglia di distanza ha l’inferno attorno a Randazzo (Etna) e la bellezza della baia di Taormina; questo clima che c’infligge sei mesi di febbre a quaranta gradi e dopo ancora le piogge sempre tempestose, che fanno impazzire i torrenti asciutti, che annegano bestie e uomini proprio lì dove due settimane prima le une e gli altri crepavano di sete. Questa violenza del paesaggio ha formato il carattere nostro [..]”.